19.12.2025

LSCus: Fermi a metà strada

Dopo la risoluzione delle ultime divergenze e quasi cinque anni di consultazioni, il Parlamento ha adottato la legge federale sulla custodia di bambini complementare alla famiglia (LSCus). Nonostante le lacune evidenti, la legge rappresenta, dal punto di vista di kibesuisse, un primo passo nella giusta direzione. Ora il lavoro deve proseguire a livello cantonale e comunale per garantire un finanziamento duraturo della qualità e alleggerire ulteriormente l’onere a carico dei genitori.

Il Consiglio nazionale si allinea al Consiglio degli Stati 

A conclusione della sessione invernale, il Parlamento ha approvato in votazione finale la legge federale sulla custodia di bambini complementare alla famiglia (LSCus), dopo che il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze. Ciò riguarda in particolare gli ambiti di promozione previsti negli accordi di programma, come la qualità pedagogica e organizzativa e la politica della prima infanzia, così come la copertura dei costi aggiuntivi legati alla disabilità. Su tutti questi punti erano state presentate proposte minoritarie che, secondo kibesuisse, avrebbero migliorato la legge. Tuttavia, la Camera bassa le ha respinte e si è allineata alla posizione del Consiglio degli Stati.

Una goccia nel mare? 

Dopo quasi cinque anni, numerose sedute di commissione e cinque cicli di dibattito parlamentare, la nuova normativa legale è realtà. È stata concepita come controproposta indiretta all’iniziativa sugli asili nido, con l’obiettivo di toglierle slancio. Per il comitato d’iniziativa, la LSCus rimane una risposta insufficiente alla necessità di agire nel settore dell’accoglienza per l’infanzia. Resta quindi da vedere se il comitato deciderà di ritirare l’iniziativa o meno.

La legge non è ambiziosa abbastanza 

Non è un segreto che kibesuisse avrebbe auspicato una soluzione più ambiziosa, sia sul piano contenutistico che finanziario. Anche se la legge approvata non convince pienamente, la federazione la considera nel complesso un buon primo passo nella giusta direzione. La fase che si apre ora è ancora più importante, poiché l’attuazione delle disposizioni legali richiederà in alcuni cantoni adattamenti più significativi dei sistemi esistenti rispetto ad altri. In concreto, kibesuisse chiede che le disposizioni esecutive non mettano in discussione modelli e strutture funzionanti e consolidati nel tempo in alcuni cantoni.

La qualità va affrontata a livello cantonale 

Sebbene i genitori beneficino di un alleggerimento finanziario grazie all’assegno di custodia, continuano a sostenere la maggior parte dei costi di accoglienza. kibesuisse invita quindi cantoni e comuni a partecipare a un finanziamento sufficiente, duraturo e armonizzato per tutte e tre le forme di accoglienza. Questa questione è strettamente legata alla qualità, che deve essere affrontata prioritariamente a livello cantonale. La federazione si impegnerà a sostenere i progetti volti a migliorare la qualità, e quindi il benessere dei bambini. Anche le autorità pubbliche hanno il dovere di tradurre queste parole in azioni e garantire un finanziamento stabile della qualità.

Al comunicato stampa