11.09.2025

LSCus: Fermi a metà strada

Nella discussione sul progetto di legge federale sulla custodia di bambini complementare alla famiglia (LSCus), il Consiglio degli Stati ha deciso di mantenere il contributo finanziario della Confederazione mediante gli accordi di programma. A differenza del Consiglio nazionale, tuttavia, ha tagliato vari ambiti di promozione, in particolare la qualità pedagogica e operativa, nonché la copertura dei costi aggiuntivi legati alla disabilità. Ora spetta alla conferenza di conciliazione apportare le modifiche necessarie per garantire il benessere dei bambini e le pari opportunità.

Anche il Consiglio degli Stati sostiene gli accordi di programma 

Il fulcro della Legge federale sulla custodia di bambini complementare alla famiglia (LSCus) sono gli assegni di custodia per i genitori che lavorano e i cui figli sono affidati a strutture di accoglienza. Tali assegni sono previsti anche per i genitori che non lavorano, ma seguono una formazione o un perfezionamento professionale. Dopo il Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha deciso di sostenere gli accordi di programma all’interno della LSCus. A tal fine, per i primi quattro anni dopo l'entrata in vigore della legge, verranno messi a disposizione al massimo 100 milioni di franchi di fondi federali. Il Consiglio nazionale aveva invece deciso di stanziare un importo pari al doppio.

La qualità viene nuovamente tagliata 

Oltre all'importo, esistono differenze tra le Camere anche per quanto riguarda l'utilizzo e gli ambiti di promozione. Il Consiglio degli Stati ha mantenuto negli accordi di programma solo la chiusura delle lacune nell'offerta e la creazione di posti di accoglienza per bambini con disabilità. A differenza della Camera bassa, ha respinto gli altri ambiti di promozione, in particolare le misure volte a migliorare la qualità pedagogica e operativa dei servizi di accoglienza. Il Consiglio degli Stati insiste inoltre nel voler legare gli assegni di custodia a servizi di accoglienza in una lingua nazionale e nel voler raddoppiare gli assegni per i genitori di bambini con disabilità. Una mozione minoritaria della copresidente di kibesuisse, Franziska Roth, che – come il Consiglio nazionale – voleva stanziare al massimo il triplo dell'importo, è stata respinta per pochi voti.

La Confederazione si sottrae ai propri doveri 

Franziska Roth valuta quindi in modo contrastante le decisioni del Consiglio degli Stati. Da un lato, accoglie con favore il fatto che la Confederazione disponga, con gli accordi di programma, di uno strumento per sostenere in modo mirato i Cantoni nell'ambito dell'educazione e dell'accoglienza per l’infanzia. Dall'altro lato, la copresidente di kibesuisse critica il fatto che il Consiglio degli Stati abbia dimezzato l'importo destinato agli accordi di programma. «È deludente che il Consiglio degli Stati non voglia stanziare più fondi per i nostri bambini e per le pari opportunità. In questo modo, di fatto, solleva la Confederazione dalla responsabilità di finanziare l'educazione e l'accoglienza per l’infanzia istituzionale».

Il progetto entra nella fase finale 

Poiché entrambe le Camere hanno discusso due volte la LSCus, il progetto passa ora alla conferenza di conciliazione, composta da membri delle due commissioni per l’educazione. Successivamente, è previsto che il progetto venga trattato per l’ultima volta nella sessione invernale. Parallelamente alla LSCus, il Consiglio degli Stati ha discusso anche l'iniziativa sugli asili nido. Questa chiede che i genitori spendano al massimo il dieci per cento del loro reddito per finanziare i servizi di accoglienza dei loro figli. La Camera alta ritiene che questa richiesta sia eccessiva: con 28 voti contro 11 e 1 astensione, ha deciso di raccomandare il rifiuto dell'iniziativa popolare.

Al comunicato stampa