kibesuisse si oppone all’inasprimento del servizio civile
Nel corso di una conferenza stampa, un'ampia alleanza di organizzazioni, partiti e associazioni ha lanciato il referendum contro le modifiche alla legge sul servizio civile approvate dal Parlamento. Queste modifiche danneggiano il servizio civile in generale e l'accoglienza per l’infanzia in particolare. Per questo motivo kibesuisse ha deciso di sostenere il referendum e aderire all'alleanza.
Nella sessione autunnale appena conclusa, il Parlamento ha approvato le modifiche alla legge sul servizio civile. Questa revisione indebolisce notevolmente il servizio civile: verrebbero ridotti i servizi per l'adempimento di compiti importanti per la comunità, perché il numero di ammissioni al servizio civile verrebbe ridotto del 40%. Le misure adottate violano inoltre la Costituzione e il diritto internazionale. La Federazione svizzera del servizio civile Civiva ha quindi formato un'ampia alleanza di organizzazioni della società civile, partiti politici e associazioni e ha lanciato il referendum contro questa modifica di legge in una conferenza stampa.
kibesuisse partecipa al referendum
La modifica di legge approvata danneggia il servizio civile in generale e il settore dell'accoglienza per l'infanzia in particolare. Comporterebbe infatti una diminuzione delle persone soggette al servizio civile disponibili per gli interventi nei nidi d’infanzia e nelle strutture di accoglienza extrascolastica, interventi che però risultano indispensabili. La Federazione svizzera delle strutture di accoglienza per l’infanzia (kibesuisse) sostiene quindi chiaramente il referendum e ha aderito all'alleanza. Sul sito web dell'alleanza, le persone interessate possono firmare il referendum e informarsi sulle attività dell'alleanza.
Importanza fondamentale per il settore
Lo scorso anno i civilisti hanno prestato circa 115 000 giorni di servizio nel settore «infanzia». Ciò comprende impieghi in istituti, scuole e strutture di pedagogia curativa, ma anche in nidi d’infanzia e strutture di accoglienza extrascolastica. L'accoglienza per l’infanzia occupa inoltre il secondo posto per numero di corsi nel servizio civile (cfr. statistiche 2024 ZIVI). Calcolando approssimativamente in base ai posti a tempo pieno (FTE) e ipotizzando che ogni anno vengano lavorati circa 260 giorni, si ottiene un totale di circa 1500 posti a tempo pieno. «Il fabbisogno di civilisti e la loro importanza nelle organizzazioni di accoglienza per l’infanzia sono indiscutibili», ha chiarito Maximiliano Wepfer, portavoce di kibesuisse, durante la conferenza stampa.
Sostegno contro la carenza di personale qualificato e potenziali nuove leve
Gli interventi dei civilisti contribuiscono ad attenuare le conseguenze negative della carenza di personale qualificato nel settore. Senza di loro, i nostri membri si troverebbero in una situazione ancora più critica e tesa. Inoltre, l’esperienza insegna che fino al 10% dei giovani che scelgono di lavorare come civilisti nei nidi d’infanzia è poi motivato a scegliere una professione nel settore dell'accoglienza per l’infanzia. Ciò significa che i civilisti non sono semplici tappabuchi, ma sono importanti per mantenere il potenziale di personale qualificato.
Il benessere dei bambini non è negoziabile
In definitiva, secondo kibesuisse, questo referendum riguarda il benessere e gli interessi dei bambini. Rispettarli «non è un lusso, ma una necessità», ha ribadito Maximiliano Wepfer durante la conferenza stampa. «Chi non ne tiene conto agisce in modo miope e a breve termine nei confronti dell'intera società».
Al sito web della campagna del referendum (maggiori informazioni e raccolta firme)